Home Marketing in officina Cosa succederà per le Officine dopo il Coronavirus?

Cosa succederà per le Officine dopo il Coronavirus?

di Vittorio Jonesti

Praticamente vivo nel mondo delle Officine da sempre il chè vuol dire che sono oltre 40 anni che sono dentro a questo ambiente.

In questi 40 anni ho visto cambiamenti radicali, cambiamenti che sono avvenuti soprattutto sul fronte tecnologico, cambiamenti che hanno imposto ai Meccanici di aggiornarsi, pena il rimanere indietro e non essere più in grado di riparare le auto.

Cambiamenti che sono presenti  tutt’oggi e che richiedono un costante investimento sia in denaro per le attrezzature, sia in tempo per poter apprendere i nuovi modi di riparare le auto.

Chi non ha seguito questi cambiamenti ha pagato il prezzo della chiusura, o se è andata bene -per modo di dire- sta sopravvivendo.

Tutto questo ha creato un problema, silente, insidioso, non visibile.

Non è come quando hai un’auto con un problema mai visto ma che essendo “visibile”, che essendo un problema per così dire “materiale” ti spinge a trovare una soluzione. Fosse anche quella di portarla ad un collega che è in grado di risolverlo, pagandone la riparazione e magari non ricaricando nulla sopra ma facendo esperienza e avendo così comunque la traccia da seguire per essere pronto la prossima volta che si presenta lo stesso problema o uno simile.

Avere un problema “MATERIALE” permette alla maggior parte dei Meccanici di trovare una soluzione, per di più siamo Italiani, e rispetto a qualsiasi altra nazione abbiamo la dote di trovare sempre soluzioni ai problemi che ci si pongono di fronte.

Le officine devono chiudere?

C’è però una questione che proprio perchè non visibile “materialmente” come un problema che blocca un’auto è passato e sta passando inosservato ai più.

Ed è un problema che decreterà la sopravvivenza di molte Officine!

Ed essendo appunto “subdolo”, “non visibile” sarà come questo cazzo di virus che abbiamo conosciuto in questo periodo.

Chi mi segue da tempo sa già che lo ripeto da anni che avevo previsto un cambiamento nello scenario dell’autoriparazione molto importante, dando come tempistiche 5-6 anni.

Calcolando che lo dico da almeno un paio di anni, al cambiamento ne mancherebbero solo 3-4 di anni…

Questo lo pensavo prima che quello che sta succedendo in questi giorni scombinare le carte in tavola. Si perché adesso lo scenario è cambiato e di sicuro muterà ancora.

Non ho la sfera di cristallo, non riesco a prevedere il futuro, come non lo può prevedere nessuno, quello che però posso fare è quello di osservare i dati, di analizzare la situazione del mondo delle Officine come faccio da anni, e cercare di tracciare una previsione:

e quello che esce da questa analisi che cerco di fare con la massima neutralità e tenendo il più possibile fuori l’emotività è che i tempi che avevo previsto per una selezione naturale delle Officine avverrà in tempi molto più brevi dei 3-4 anni di cui accennavo sopra.

Voglio essere chiaro, la cosa non mi piace per nulla che alcune Officine debbano fallire, il mio intento dal momento che ho creato Officina Efficiente era quello di cercare di salvare più Officine possibili dal tsunami di chiusure che prevedevo.

E  rimane a tutt’oggi – e ancora di più- il mio obiettivo!

Il problema è che pochi hanno capito il cambiamento, proprio per la sua “invisibilità” e anche perché sempre immersi con la testa sotto al cofano, per risolvere il problema “materiale” sull’auto di turno.

Oggi lo scenario delle Officine si divide in tre gruppi:

il primo è chi ha capito da tempo che sta avvenendo un cambiamento e da tempo si è dato da fare per trovare una soluzione e si è messo in moto e  sta “facendo” per apportare alla sua Officina, oltre che un adeguamento tecnico necessario per dare continuità alle riparazioni, anche un radicale cambiamento organizzativo, di Gestione e di Marketing.
Sta organizzando al meglio la sua Officina, sta procedurando, sta processando i lavori, sta facendo Marketing, ha raccolto le mail dei clienti , i numeri di cellulare, sta facendo comunicazione e anche in questo momento sta lavorando, certo a regime minimo, ma almeno le spese le copre!
Questo tipo di atteggiamento sarà anche tra quelli che alla ripresa sarà più premiato, portando a casa più lavoro!

Il secondo tipo è chi sta comprendendo ora, per colpa o per merito del Coronavirus, che deve darsi una mossa e cercare di raggiungere il livello del primo modello visto sopra.
Raggiungere chi ha cominciato da qualche anno a portare Efficienza, Organizzazione, Marketing nella propria Officina è impossibile, ma darsi da fare oggi forse permetterà ancora di salvarsi, a patto di “fare” e non solo di apprendere, perché senza il “fare” le cose non cambiano!

Il terzo tipo è chi pensa che si potrà fare come prima:

è se prima di questo stravolgimento epocale qualche speranza di andare avanti qualche anno ci poteva stare, oggi le cose non stanno più così.

Senza un cambiamento nel modo di organizzare i flussi di lavoro, senza eliminare gli sprechi, senza saper fare comunicazione e marketing, nessuna Officina potrà rimanere in piedi!

E la cosa peggiore è che chi era riuscito ad accumulare qualcosa negli anni passati se lo mangerà con l’illusione che “ritorneranno i bei tempi”, erodendo anche quello che era riuscito a mettere da parte nel corso di una vita lavorativa.

La domanda retorica a questo punto è sempre la stessa:

di quale gruppo vuoi fare parte?

Perché il tempo per scegliere non è infinito, più aspetti a prendere una decisione più comprometti la tua situazione e lo scenario non è dei più belli.

Chi fa parte del primo gruppo è avvantaggiato, ma anche per lui l’impegno non può calare.

E ad essere sincere tra i molti che hanno scelto la prima strada vedo chi si sta impegnando ancora di più in questo momento per prendere ancora più vantaggio distaccando i concorrenti, e si sa che il vantaggio è sempre una cosa buona.

Il secondo avrà da lavorare non poco, ma non ha alternative. O passa al livello superiore o indietreggia nel gruppo inferiore, compromettendo anni e anni di lavoro.

Il terzo gruppo è destinato a “donare” il proprio lavoro, i propri clienti ai primi due gruppi!

Non mi sento di dirvi di frequentare i miei corsi, in questo post, voglio che questo sia un post che vi faccia meditare, che vi faccia pensare a quale futuro volete appartenere.

L’unico consiglio che mi sento di darvi è quello di stare molto attenti a chi vi propone in questi momenti formazione per la Gestione è il Marketing, perché se già prima molti si erano improvvisati “formatori” oggi, il loro numero è destinato a moltiplicarsi in maniera esponenziale, offrendo però ben poca sostanza.

Perché la sostanza in questo specifico settore richiede conoscenze specifiche, capacità di analisi, rapporto con chi lavora in Officina tutti i giorni, e queste non sono attitudini che apprendi in una notte, sono capacità che richiedono anni per essere acquisite.

Capacità che io stesso mi domando tutti i giorni se posseggo, e questo dubbio mi spinge a continuare a studiare, a formarmi, ad apprendere, a lavorare per migliorare ogni giorno le mie capacità per poi mettere a servizio dei miei studenti il meglio che posso dare, le soluzioni più pratiche e applicabili alle loro realtà.

Spero con tutto il cuore che questo post ti induca a riflettere sulla tua situazione attuale e che ti permetta di prendere le migliori decisioni per il futuro della tua Officina.

Buona Salute e Buon Lavoro, Meccanico!

P.S. Se sei un Meccanico titolare di un’Officina e ti è piaciuto questo post, ti invito ad iscriverti alla Newsletter di Officina Efficiente cliccando qui, in modo da rimanere aggiornato su altri articoli che scriverò e sulle attività di Officina Efficiente.

Ti potrebbe interessare:

Vuoi rimanere aggiornato su Cosa succederà per le Officine dopo il Coronavirus??

compila il modulo qui sotto!

Articoli che ti potrebbero interessare:

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.